Osservatorio sull’accessibilità di Roma e Provincia (Universal Design)

Foto che ritrae Aldo Olivo

Aldo Olivo

di Aldo Olivo

Il 6 ottobre 2015, l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia ha istituito l’”Osservatorio sull’accessibilità – Universal Design” che opererà sul territorio di Roma e Provincia.
Gli obiettivi sono ambiziosi: dal monitoraggio del territorio per l’abbattimento delle barriere architettoniche alla formazione di professionisti operanti sia nel settore pubblico che privato, dall’analisi del quadro normativo esistente allo studio e presentazione di nuove proposte di legge. Un gruppo di tecnici – 11 per ora ma il loro numero è destinato ad ampliarsi – esperti in materia di accessibilità e progettazione universale, conoscitori del sistema normativo italiano, esperti del settore.

Il raggiungimento di questi scopi si concretizzerà in diverse attività ma l’obiettivo è uno solo: diffondere una nuova cultura inclusiva che superi la sterile dicotomia abile/disabile, la obsoleta logica inclusiva/esclusiva, per una visione più ampia in cui l’accessibilità, la fruizione, non è appannaggio dei singoli, di categorie sociali definite, ma riguarda “… la progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate.” Un fine che ben si coniuga con gli obblighi istituzionali di un ordine professionale che, è bene ricordare, è un Ente pubblico non economico; un’istituzione nata (ormai tantissimi anni fa) per la tutela non dei suoi iscritti ma per gli interessi della collettività. Un ordine professionale quindi che si fonda sui valori della salvaguardia sociale e che, grazie all’evoluzione e alla trasformazione della società, può ancora recuperare senso e ruolo avvicinandosi a tematiche come quella che affronterà l’Osservatorio appena nato.
Ritengo che il sistema ordinistico, così come l’abbiamo pensato e vissuto, debba ormai necessariamente cambiare. Per cambiare però, a volte, è necessario tornare all’essenza, all’origine per recuperare i principi fondatori da cui si è, nel tempo, derogato. Una delle tantissime lezioni che ci ha lasciato il grande Umberto Eco, recentemente scomparso, verteva proprio su quello. La bizzarria della storia è data dal fatto che, a volte, la modernità è costretta, con degli strani balzi, a tornare sui propri passi recuperando logiche e metodi solo apparentemente (è il caso di dire) vecchi e superati. In realtà Eco, con il suo sempre affascinante argomentare, ci faceva riflettere sulle contraddizioni di una modernità sempre costretta a fare i conti con il passato; senza passato non può esserci una contemporaneità degna di essere vissuta. Nuove sensibilità, innestate su antichi principi, possono restituire un rinnovato significato ad istituzioni che così acquistano nuovi impulsi ed obiettivi nel rispetto della loro natura.
Non resta che fare gli auguri a questa nuova iniziativa che, ci auguriamo, darà il suo fattivo contributo per rendere migliori i luoghi in cui viviamo, in una logica non più compartimentata ma aperta alle contaminazioni – le più disparate – per redigere tutti insieme un Progetto egalitario, il nostro progetto, che preveda l’identificazione e l’eliminazione di tutti gli ostacoli e le barriere per una nuova accessibilità sia fisica che mentale.

Aldo Olivo
Nasce a ROMA nel 1964 e si laurea in Architettura all’Università “La Sapienza” di Roma.
Ha collaborato alla didattica del Laboratorio di Progettazione Architettonica dell’Arch. Maurizio Ranzi e del Prof. Arch. Tommaso Valle, presso Valle Giulia.
È Cultore della Materia.
Oltre all’attività professionale svolge attività di consulenza presso diverse amministrazioni locali; è il Responsabile dell’Ufficio Tecnico di Castelnuovo di Porto e Supporto al RUP al Comune di Anguillara Sabazia.
Ha orientato la sua attività anche alla tutela e alla valorizzazione della professione.
Dal 2005 è Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Roma; dal 2009 al 2013 è stato Segretario dell’Ordine.
Componente di FEDERARCHITETTI; consigliere della Sezione romana di FEDERARCHITETTI e presidente di CONFEDERTECNICA Lazio.

I suoi progetti sono stati pubblicati su diverse riveste. Coautore del libro “Il Complesso dei SS. Apostoli – interventi di restauro”, nel 1992, e della ricerca sulla “Classificazione delle opere di architettura moderna nel Lazio” nel 1993. E’ del 2011 “Patchspace; dai non luoghi alle connessioni urbane” – Ed. Prospettive. Ha scritto diversi articoli su temi professionali.

NOTA DI AGGIORNAMENTO
Dopo il rinnovo delle cariche del Consiglio dell’Ordine, nel 2018 è stata apportata una modifica nella struttura dell’Osservatorio.
In particolare il coordinamento è oggi in capo al Consigliere architetto Ombretta Renzi.
Si rimanda per gli aggiornamenti al sito dell’Ordine degli Architetti.